Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud
Le elezioni del 2027 definiranno l'Europa che verrà. Il refrain a Bruxelles viene ripetuto sia dai sovranisti, che sanno di avere diverse chance di vittoria, sia dagli europeisti, che sanno di avere poco tempo e poche carte per cambiare le cose. Fra un anno, in sostanza, gli equilibri nel Consiglio Ue, dove si decidono i dossier e dove nel voto a maggioranza qualificata pesa anche la popolazione, e nel Consiglio europeo, dove i leader decidono l'indirizzo politico, potrebbero essere del tutto diversi da come li conosciamo oggi.I primi appuntamenti elettorali
Ad andare al voto nel 2027 saranno i quattro paesi più popolosi dell'Ue dopo la Germania, ovvero Francia, Italia, Spagna e Polonia. Ma prima, già nelle prossime settimane, si svolgeranno le elezioni in Svezia. I socialdemocratici sono in vantaggio nei sondaggi e la leader Magdalena Andersson potrebbe scalzare il popolare Ulf Kristersson, che aveva governato con il sostegno esterno del partito nazionalista dei Democratici Svedesi (Ecr), ma la partita è aperta.
Il 20 settembre si vedrà se l'ascesa dell'AfD in Germania sarà confermata nelle elezioni regionali in Meclemburgo-Pomerania, dove è in gioco la tenuta della Spd, e a Berlino, dove verranno misurate la coalizione Cdu-Spd e la sostenibilità del cordone sanitario contro l'AfD.Il 25 ottobre sarà la volta della Bulgaria, alle prese con una lunga instabilità politica, che dovrà scegliere il nuovo presidente. Sarà una verifica del nuovo equilibrio creato dalla vittoria parlamentare di Rumen Radev, che ha avvicinato Sofia alle posizioni di Mosca, fermando gli aiuti militari a Kiev e opponendosi a nuove sanzioni europee contro la Russia.Occhi puntati sull'Eliseo













