L’onda nera investe Berlino e fa tremare l’Europa. Nonostante i dubbi sulla possibilità per l’AfD di governare in Sassonia-Anhalt, il livello di allerta nella capitale europea è altissimo. A preoccupare sono soprattutto i contraccolpi di un’avanzata che si teme inarrestabile. Il partito guidato da Alice Weidel ha fatto registrare il più alto aumento di consensi in un’elezione statale in Germania dal secondo dopoguerra. E, con circa il 28%, resta stabilmente primo partito nei sondaggi al livello nazionale. Dati che si abbattono sul già fragile governo di Friedrich Merz, che guarda a un possibile nuovo colpo inferto dalle prossime elezioni regionali del 20 settembre in Meclemburgo-Pomerania, con AfD sempre in testa. La vulnerabilità, o peggio, un’eventuale crisi del governo Merz rappresentano la principale minaccia per Bruxelles. Dove qualsiasi vittoria o scalata al potere di formazioni come quella dell’AfD viene letta come un indebolimento dell’Unione europea dal suo interno.

In Ue, in prospettiva delle elezioni nel 2027, ormai la principale paura è avere uno o più governi di impronta orbaniana tra i 27 Pesi membri. Una simile ipotesi, infatti, riporterebbe a galla quelle istanze che hanno a lungo paralizzato il meccanismo europeo per decisioni cruciali come le sanzioni a Mosca. Lo sguardo lungo di Bruxelles, insomma, racconta un timore palpabile. Nelle prime ora dalla chiusura dei seggi nel Land dell’ex Ddr, intanto, prevale il rispetto per il voto dei cittadini europei. La preoccupazione per l’avanzata di partiti come l’AfD c'è, ma allo stesso tempo l’Ue si dimostra aperta a lavorare con chiunque purché nel rispetto di tre grandi pilastri: essere pro Ue, sostenere Kiev e difendere lo Stato di diritto. Fuori da questi tre paletti irrinunciabili - è il ragionamento che circola nella capitale europea - l’Ue non lavora con nessuno. Nel caso di nuovi 'governi Orban', quindi, gli europei saranno durissimi.