BRUXELLES. L’exploit di Alternative für Deutschland alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt continua a far rumore. «Storica vittoria» l’ha definita ieri l’inviato presidenziale del Cremlino, Kirill Dmitriev, affermando che il successo di AfD «umilia l’arroganza, la ristrettezza mentale, il bellicismo, l’inettitudine e l’ipocrisia della screditata coalizione di governo tedesca». E proprio la postura nei confronti di Mosca è tra i temi su cui gli appuntamenti elettorali saranno decisivi per valutare l’ascesa delle forze di destra in Europa. Per la Germania i prossimi test saranno tra meno di due settimane, con le elezioni regionali in Meclemburgo-Pomerania (dove AfD potrebbe diventare per la prima volta primo partito) e nella città-Stato di Berlino il 20 settembre.

GLI EQUILIBRIRischio Germania per l’Europa

Nell’Unione europea, invece, ad aprire le danze è la Svezia, che andrà al voto il 13 settembre. Lì la principale forza di destra è rappresentata dai Democratici Svedesi (Sd), che in Europa condividono l’affiliazione al gruppo dei Conservatori e riformisti europei (Ecr) con Fratelli d’Italia e il PiS polacco. Guidati da Jimmie Åkesson, Sd dovrebbe ripetersi sulle stesse percentuali (intorno al 20%) che quattro anni fa permisero loro di diventare decisivi nella formazione del governo, garantendo l’appoggio esterno al governo di centrodestra guidato da Ulf Kristersson. Stavolta, il premier (sfavorito nei sondaggi rispetto alla socialdemocratica Magdalena Andersson) ha aperto alla possibilità di un governo che comprenda anche figure di Sd. Di recente, però, un rapporto dell’organizzazione Expo ha rivelato i legami di una funzionaria di Sd con ambienti filorussi.