La vittoria schiacciante di AfD in Sassonia non è un episodio regionale: è un terremoto politico che attraversa l’Europa come un’onda lunga. Un segnale che ricorda quanto il Novecento non sia un capitolo chiuso, ma un manuale di istruzioni su ciò che accade quando la democrazia si indebolisce e la paura diventa linguaggio politico.

In Sassonia AfD non ha semplicemente vinto: ha dominato, trasformando un voto locale in un manifesto nazionale. E mentre la Germania accelera il riarmo - spinta dall’Europa dopo l’invasione russa dell’Ucraina - la domanda che serpeggia nelle cancellerie è brutale: che cosa succede quando un Paese che abbiamo contribuito a riarmare mette quelle armi nelle mani di chi flirta con il neonazismo?

La storia del ’900 è lì a ricordarlo: la combinazione tra crisi economica, rancore sociale e nazionalismo armato è sempre stata la miscela più esplosiva del continente. Dopo il 2022, Bruxelles e Washington hanno chiesto alla Germania di “assumersi responsabilità”. Berlino ha risposto con 100 miliardi di euro per modernizzare la Bundeswehr, con un aumento costante delle spese militari e con un nuovo protagonismo strategico. La storia però insegna che la Germania armata è un problema quando la Germania democratica vacilla, e oggi vacilla.