A 80 anni dalla fine della guerra, la straripante vittoria nelle elezioni regionali della Sassonia-Anhalt di un partito che si richiama all’ideologia nazista, rappresenta un campanello d’allarme non solo per la Germania ma per tutta l’Europa. L’analisi di Gianfranco D’Anna
Raggiunge il 43,8% lo tsunami di AfD, la sigla di Alternativa per la Germania, nelle elezioni regionali della Sassonia-Anhalt, oltre il doppio rispetto al 20,8% ottenuto alle elezioni del 2021. Si tratta del miglior risultato mai ottenuto dall’AfD in un’elezione regionale in Germania.
AfD primeggia, ma tuttavia la maggioranza assoluta in Sassonia non c’é. Il successo del partito caratterizzato da posizioni anti-immigrazione, filo-russe e dichiaratamente vicine a quelle del Presidente statunitense Donald Trump, scuote comunque le fondamenta della Repubblica Federale e fa barcollare la maggioranza governativa, formata dalla coalizione Cdu-Csu-Spd, del Cancelliere Friedrich Merz.
Non si tratta soltanto di un’affermazione locale, ma di un terremoto politico che mette in discussione i pilastri sui quali si regge la stabilità della Germania dal secondo dopoguerra a oggi.
Il day after dell’ondata di piena neonazista fa constatare, comunque, che Alternativa per la Germania, pur svettando, per governare dovrà cercare alleati nel parlamento regionale. L’affluenza alle urne ha sfiorato il 78%, la più alta in Sassonia-Anhalt dalla riunificazione tedesca.










