Su un punto l’Afd ha ragione: quando definisce «storico» questo 6 settembre 2026.

Perché quello che è accaduto in Sassonia-Anhalt non ha precedenti nel Dopoguerra: un partito dichiarato dai servizi tedeschi (a livello locale) «accertato come estremista di destra» è a un passo dal conquistare il potere regionale.

Se il trionfatore di questa tornata elettorale, Ulrich Siegmund, riuscirà a trovare i tre seggi mancanti per la maggioranza, la Germania federale nata sulle ceneri del Terzo Reich all’insegna del «mai più» si ritroverà con un governatore in odore di neonazismo, con un programma all’insegna di deportazioni di migranti e classi separate per i richiedenti asilo, lo stop ai fondi alla tv pubblica, una guerra aperta alla cultura «non tedesca» rafforzata da lezioni sull’«amore per popolo e patria».

E se alla fine Siegmund non riuscisse a formare un governo, l’alternativa sarebbe un’accozzaglia di partiti così eterogenei da prefigurare un ritorno alle urne che regalerebbe probabilmente all’Afd un trionfo ancora maggiore.

La Sassonia-Anhalt, si dirà, è un piccolo land di appena due milioni di abitanti.