L’AfD sfonda in Sassonia e mette all’angolo la Cdu, mentre la Spd sprofonda ai margini. Il voto dell’Est tedesco diventa così un banco di prova per Friedrich Merz e per la tenuta del governo, riaprendo la frattura politica e sociale tra Est e Ovest. Luca Argenta, politologo della Fondazione Friedrich Ebert, legge il risultato e ne analizza le possibili conseguenze per Berlino e per l’Europa

Il voto in Sassonia-Anhalt non è soltanto un test regionale. È un campanello d’allarme per Berlino e, indirettamente, per tutta l’Europa. L’AfD, con Ulrich Siegmund, si conferma forza dominante, mentre la Cdu incassa una pesante battuta d’arresto e la Spd scivola a livelli marginali. Sullo sfondo ci sono il costo della vita, l’insicurezza, la questione migratoria e una frattura Est-Ovest che, a oltre trent’anni dalla riunificazione, continua a pesare sul sistema politico tedesco. Ma quanto è profondo il terremoto politico che emerge dalla Sassonia e quali conseguenze può avere sugli equilibri di Berlino? Ne parliamo con Luca Argenta, politologo presso la Fondazione Friedrich Ebert in Italia, la più antica fondazione politica tedesca, con oltre cento anni di storia. Presente in Italia dal 1973, la Fondazione promuove il dialogo italo-tedesco, la difesa della democrazia, dei diritti dell’individuo e della giustizia e dell’equità sociale.