MAGDEBURGO. Due schiaffi nel giro di otto giorni. Prima il referendum in Islanda, che ha respinto il suggestivo progetto per portare la ricca isola di ghiaccio nel club. Poi il voto in Sassonia-Anhalt, carico di un valore che va ben oltre i confini del Land tedesco. Dopo la pausa estiva, la stagione politica dell’Unione europea è ripartita con due passi falsi nei tanto attesi test d’ingresso elettorali. Il modo peggiore per prepararsi a un anno che metterà a dura prova la tenuta dell’Unione: nel 2027 si voterà in Italia, Spagna, Grecia, Polonia e saranno tutte elezioni importantissime, ma nessuna quanto quelle in Francia. È lì che si terrà il vero esame. E un’eventuale ascesa di Marine Le Pen all’Eliseo assesterebbe un duro colpo al percorso di integrazione europea.

La notte che cambia la Germania, l'AfD stravince in Sassonia-Anhalt: "Abbiamo fatto la storia"

«Allacciate le cinture, questo è solo l’inizio» promette l’ex premier ungherese Viktor Orban, uscito per una sera dal dimenticatoio. Al di là dell’effetto simbolico, il risultato delle elezioni in Sassonia-Anhalt rischia di avere ripercussioni molto concrete sull’intera Unione già nell’immediato. Perché il governo del suo Paese più ricco e più potente, la Germania, ne esce a pezzi. E, in particolare, la leadership del suo cancelliere, Friedrich Merz. La sua Cdu ha dimezzato i consensi e si è dimostrata incapace di contenere la cavalcata di Alternative für Deutschland, adottando strategie di limitazione, ma anche di imitazione, goffe e inefficaci.