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L’anno prossimo, diversi paesi dell’UE, che rappresentano oltre la metà della popolazione dell’Unione, terranno elezioni nazionali con voto popolare diretto: Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Italia, Polonia, Slovacchia e Spagna.

Considerando gli sconvolgimenti geopolitici attuali e i riassetti delle alleanze internazionali, non sarebbe affatto esagerato ipotizzare che le interferenze straniere influenzeranno lo svolgimento delle elezioni in tutti i paesi sopra menzionati. Da questo punto di vista, le elezioni del 2027 nell’UE diventeranno uno stress test per le iniziative dell’Unione volte a contrastare le ingerenze politiche straniere.

Negli ultimi anni, Bruxelles ha identificato diversi paesi come fonti di interferenza straniera nei processi politici dell’UE – Russia, Cina, Azerbaigian, Iran e Corea del Nord – ma il progetto di punta dell’UE che analizza la cosiddetta "manipolazione e interferenza straniera nell’informazione", EUvsDisinfo, elenca in modo prominente solo due "minacce": Russia e Cina.

La Russia è stata infatti coinvolta in una guerra dell’informazione contro l’UE, soprattutto a partire dall’invasione russa dell’Ucraina nel 2014, nel tentativo di ridurre il sostegno occidentale all’Ucraina e di sabotare l’unità occidentale.