Aldo Torchiaro
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I palazzi della politica interrogano le tre carte. Non il vecchio gioco di strada, ma tre scenari di calendario che agitano maggioranza e opposizioni.
Politiche 2027, tre scenari per il voto
La prima ipotesi è quella delle elezioni anticipate: la crescita rallenta, i costi dell’energia mordono, la crisi economica incombe e qualcuno già immagina un governo tecnico incaricato di togliere le castagne dal fuoco alla coalizione di centrodestra, consentendole poi di ripresentarsi agli elettori in stato quasi virginale. La seconda opzione sposterebbe il voto alla primavera del 2027, magari a fine maggio. Un anno esatto per tentare di rimettere ordine nei conti pubblici e, soprattutto, in quelli privati degli italiani. Un’idea che, nei corridoi della maggioranza, viene attribuita a Matteo Salvini.











