A meno di un anno dalle elezioni del 2027

Biagio Marzo

Powered by

A meno di un anno dalle elezioni del 2027, il quadro politico italiano assume contorni sempre più incerti. Sullo sfondo resta il nodo della nuova legge elettorale: sarà approvata? E, soprattutto, sarà conforme ai principi costituzionali oppure finirà nuovamente sotto la lente della Corte costituzionale per l’entità del premio di maggioranza o per altri aspetti controversi? La questione centrale rimane sempre la stessa: i parlamentari saranno scelti dai cittadini oppure continueranno a essere nominati dalle segreterie di partito?

Attorno ai due poli si registra un intenso movimentismo. In mezzo permane un’area magmatica nella quale si muovono Azione di Carlo Calenda e la nascente Spazio Pubblico di Pina Picierno, realtà ancora in fase di definizione e dunque difficili da valutare sul piano organizzativo, delle alleanze ed elettorale. Nel centrosinistra il cantiere è aperto da tempo. Si moltiplicano associazioni, progetti e tentativi di costruire nuovi soggetti politici. Tra le iniziative più discusse figura “Progetto Civico Italia”, promosso dall’assessore romano Alessandro Onorato e sostenuto da Goffredo Bettini. Il nuovo soggetto consiste nell’associare amministratori di enti locali. Negli ultimi mesi sono stati proposti diversi possibili federatori dell’area moderata e riformista, da Enrico Maria Ruffini a Silvia Salis, mentre Matteo Renzi ha rilanciato la propria “Casa Riformista”. A ben vedere, però, siamo ancora alle fondamenta più che agli edifici compiuti. Molti contenitori, pochi contenuti. Molti annunci, poche idee realmente innovative. Si ha l’impressione che prevalgano gli espedienti tattici rispetto alla costruzione di una visione del Paese. La politica, quella vera, continua a latitare.