Nessun incontro all’orizzonte tra i leader, né alcuna bozza da poter condividere tra gli alleati. Se ne parlerà dopo la finanziaria. Anzi, dopo Natale. Molto probabilmente il prossimo anno. L’accelerazione, dopo le regionali del 23 e 24 novembre in Veneto, Puglia e Campania, sulla riforma della legge elettorale resta in una fase di incubazione, con la maggioranza in pole per dare le carte ma ancora in piena riflessione. Spetterà alla premier Giorgia Meloni riprendere in mano le redini della situazione e ridare slancio a una trattativa che per ora sembra in stallo. «Al momento un accordo non c’è, va sciolto il nodo delle preferenze e poi dobbiamo coinvolgere le opposizioni, perché questo tipo di riforme si fanno insieme», dice a mezza bocca uno degli sherpa che segue da vicino le trattative. Tutto, dunque, è rinviato al 2026. Il governo prende tempo.