Chi guiderà la coalizione di centro sinistra? Come gestirà il centro destra la questione Vannacci? I partiti di centro saranno l’ago della bilancia? Tutto questo è comprensibile visto che, con alta probabilità, si voterà fra solo nove mesi, ad aprile 2027. A quel punto i parlamentari alla loro prima legislatura avranno raggiunto i quattro anni e mezzo necessari per non perdere i contributi sociali versati e il voto in primavera eviterebbe che il governo sia formato a ottobre, con problemi per l’approvazione della legge di bilancio entro fine anno.La prossima campagna elettorale potrebbe essere simile alle precedenti, con programmi dei partiti che includono promesse di mirabolanti tagli di tasse e aumenti di spesa, senza nessuna indicazione delle fonti di finanziamento. In una rincorsa a chi la sparava più grossa, per le elezioni del 2018 e del 2022 siamo arrivati a promesse che, per alcuni partiti, valevano 140-150 miliardi all’anno. Puntualmente, arrivati al governo, i vincitori dovevano ammettere che non c’erano abbastanza soldi: ma non lo sapevano che i soldi non c’erano prima di fare le promesse? Per rimediare, almeno in parte, a questa fiera delle illusioni, martedì 7 luglio, con il sostegno della Fondazione Einaudi di Roma, abbiamo lanciato una raccolta di firme a favore dell’approvazione di un disegno di legge (ddl) che presentai in Senato a inizio legislatura (in quegli otto mesi precedenti le mie dimissioni) e che non è mai stato discusso. Il ddl dice una cosa semplice: i programmi elettorali per le politiche dovranno indicare non solo quello che i partiti vi promettono, ma anche il costo delle misure e le fonti di finanziamento. Legittimo dire che le maggiori spese o i tagli di tasse saranno finanziati con debito, ma lo si deve dire chiaramente, indicando alternativamente le coperture (tagli di altre spese o aumenti di altre tasse). Per evitare che i numeri inclusi siano del tutto irrealistici, l’Ufficio Parlamentare di Bilancio, un organo indipendente che opera in Italia ormai da una decina d’anni con staff molto competente, fornirebbe una valutazione di quanto indicato dai partiti. Tutto qui. La legge potrebbe essere approvata come provvedimento separato o potrebbe essere inclusa con un emendamento alla legge elettorale in discussione in parlamento.Altri Paesi avanzati seguono un simile approccio. Nei Paesi Bassi il Cpb (l’Ufficio per l'Analisi della Politica Economica), ispirato dal primo premio Nobel per l’economia Jan Tinbergen, valuta da decenni i programmi elettorali dei partiti. L’adesione è volontaria, ma è ormai prassi consolidata. Svezia, Australia, Canada fanno la stessa cosa e questa pratica si sta diffondendo a nuovi Paesi, tra cui la Grecia.Per avere accesso alla petizione a favore della legge in questione è sufficiente aprire il sito della Fondazione Luigi Einaudi di Roma, (https://www.fondazioneluigieinaudi.it/, da non confondere con la Fondazione Einaudi di Torino). Più adesioni ci sono e più sarà difficile ignorare una piccola riforma che renderebbe il dibattito elettorale più credibile, contribuendo magari a riportare gli elettori alle urne. Del resto, faremmo mai amministrare il nostro condominio da qualcuno che ci promette un nuovo ascensore ma non ci dice quanto costa e come si finanzierebbe la spesa? Eppure, per il Condominio Italia facciamo proprio questo. È ora di cambiare.