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Circolano molte voci sulla possibile data delle prossime elezioni politiche: qualcuno ipotizza il 21 marzo 2027, qualcun altro l’11 aprile, qualcun altro ancora immagina una scadenza autunnale. Quest’ultima ipotesi consentirebbe anche un eventuale anticipo all’estate 2027 della parte fiscale della manovra, con ciò concedendo all’attuale governo di impostare non una ma due leggi di bilancio. Noi - oggi - non possiamo sapere quale tempistica sarà alla fine prescelta. Né abbiamo certezze sulla legge elettorale con cui voteremo: anzi, suggeriremmo a tutti un supplemento di riflessione. Esiste infatti una tradizione (ricca di conferme e priva di smentite) per cui, quando si cucina una nuova legge elettorale, gli esiti tendono a essere piuttosto diversi da quelli desiderati da chi l’aveva pensata. E allora? E allora l’opinione di questo giornale la conoscete. Per evitare che vada al governo la sinistra peggiore di sempre, è assolutamente necessario aiutare l’attuale centrodestra a riconfermarsi.
Dopo il referendum dello scorso marzo, si era creata - a destra - una depressione eccessiva e - a sinistra - una tragicomica esaltazione: già circolavano liste (horror) di ministri rossi. Il turno amministrativo, con il gran successo a Venezia, ha ribaltato gli umori. Che oggi però sono di nuovo agitati, dall’una e dall’altra parte, per la start-up politica di Roberto Vannacci. Ecco, forse (ci permettiamo) è il caso di perseguire quella che i filosofi greci chiamavano «atarassia», cioè una salutare e saggia imperturbabilità. Non c’è da farsi distrarre da ciò che capita intorno, ma si tratta, per quel che riguarda il governo, di essere focalizzati (direi: ossessionati in positivo) su tre obiettivi molto precisi, gli unici che davvero importino ai cittadini.










