La Fondazione Una Nessuna Centomila ha affidato ai social le proprie considerazioni che partono dall’ultimo efferato femminicidio di Lorena Isceri e diventano quadro della situazione nazionale e internazionale. Nel testo si legge: «Il papà di Lorena si è rivolto alla politica e alle istituzioni, ed è giusto che siano loro a rispondere. Noi, insieme a tante realtà che lavorano ogni giorno contro la violenza sulle donne, sappiamo che quelle richieste sono giuste. Ma non sono neutre. La violenza contro le donne nasce dentro una cultura patriarcale che dobbiamo cambiare. Il vento di destra che, anche in Europa, arriva a mettere in discussione persino il femminicidio ci preoccupa. Ma proprio per questo deve spingerci a chiederci cosa possiamo fare, concretamente, per cambiare le cose. La Fondazione Una Nessuna Centomila cerca di fare la propria parte: educazione sessuo-affettiva nelle scuole, sostegno ai Centri Antiviolenza, formazione di funzionari e dirigenti della Polizia di Stato per migliorare l’accoglienza delle donne vittime di violenza, cambiamento culturale attraverso cinema, musica, teatro e arte. Sappiamo che tutto questo non è sufficiente. Ma cerchiamo di metterci al servizio di quegli strumenti che il papà di Lorena invoca. Strumenti che tanti familiari, senza voce e senza forza, non riescono neppure a chiedere. Tutte sono figlie di qualcuno. Per noi le vittime sono tutte uguali. Sono tutte nostre sorelle».