Contratti a termine e precariato sono ormai due parole chiave nel panorama scolastico. La campanella delle 8 sta per suonare, ma sono ancora tanti i nodi da sciogliere negli istituti del capoluogo e della provincia. Il tema del caldo è uno dei più battuti delle ultime settimane, le condizioni in cui studenti e personale si troveranno a lavorare nelle aule: la Regione ha annunciato che l’inizio delle lezioni non slitterà e il 15 settembre si tornerà regolarmente tra i banchi, salvo esigenze specifiche sollevate da singoli istituti.
A destare preoccupazione è un dato strutturale relativo al personale. Per l’anno scolastico 2026-27, tra città e provincia sono 5.902 le supplenze (contratto a tempo determinato) assegnate tra docenti e personale Ata, a fronte di 521 immissioni in ruolo (assunzioni stabili). Tali numeri restituiscono una forbice sempre più ampia tra chi lavora con un contratto a termine e chi riesce a ottenere un posto a tempo indeterminato. A restituire questo scenario è la Flc Cgil Palermo, che parla di un vero e proprio boom di precari. Per il sindacato, quello che emerge dai numeri non può più essere considerato un fenomeno legato solo alle esigenze temporanee delle scuole: il ricorso ai supplenti, sostengono, appare ormai come una presenza stabile per mandare avanti gli istituti.













