Aumentano le fasi e le procedure di reclutamento, ma a settembre le lezioni ricominciano sempre con i supplementi. A pochi giorni dall’avvio del nuovo anno scolastico c’è una sola certezza: il precariato è lo strumento con cui lo Stato garantisce il funzionamento della scuola.
Al momento le organizzazioni sindacali concordano sul fatto che il numero di cattedre a tempo determinato sia lo stesso dello scorso anno (circa 183mila). Di queste, 80mila sono al Nord. Per quanto riguarda l’insegnamento di sostegno, ogni anno vengono conferite almeno 100mila supplenze. Gli uffici del ministero dell’Istruzione in queste ore stanno oliando la macchina per coprire 46.642 posti a tempo indeterminato (10.810 sono per il sostegno). È infatti questo il numero delle cattedre disponibili per l’assunzione di maestri e professori. Il problema è che i posti di lavoro sono al Nord mentre gli insegnanti sono al Sud. E proprio per questo in alcune classi di concorso e province le graduatorie si esauriscono senza trovare i candidati e molte cattedre vengono assegnate ai supplenti. Tutto ciò nonostante l’Unione Europea abbia messo l’Italia sotto osservazione per la persistente violazione della Direttiva sull’abuso dei contratti a termine per il personale scolastico.











