L’autunno prossimo venturo sarà caldo per definizione.

Il riscaldamento globale ci incalza e si somma al ciclo “avverso” del Niño che muove anch’esso nella direzione di un aumento di temperatura.

Perché non sia caldo anche dal punto di vista delle tensioni sociali dipende però solo da noi e dalla nostra capacità di leggere ed affrontare nel modo migliore i tempi delle due transizioni, ecologica e digitale, che ci è dato vivere.

Quanto alla transizione ecologica dobbiamo accelerare e perseguire con decisione l’unico sovranismo di cui abbiamo veramente bisogno, quello dell’indipendenza energetica.

Avendo bene a mente che la malattia che consegue dalla dipendenza delle fonti fossili, l’inflazione da choc di offerta, è una malattia regressiva che colpisce soprattutto i ceti più deboli.