Se l’ondata di calore di quest’estate vi è sembrata insopportabile, preparatevi: potrebbe essere solo l’inizio. Questo il messaggio contenuto nell’ultimo rapporto dal Programma Ambiente delle Nazioni Unite (Unep), che sancisce una prospettiva che era nell’aria ormai da mesi: abbiamo fallito nel mantenere l’aumento delle temperature al di sotto degli 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali. Ovvero i leader mondiali non sono stati in grado di rispettare l’impegno assunto undici anni fa nella Conferenza sul clima di Parigi. E gli impatti saranno devastanti.
Gli studi prevedono che sforeremo la soglia entro la prossima decade.
«Il caldo abrasivo di quest’estate, i selvaggi incendi e le mortali inondazioni sono un avvertimento di quello che ci aspetta. Dobbiamo rendere lo sforamento al di sopra di 1,5°C il più limitato e rapido possibile», ha dichiarato allarmato il Segretario generale dell’Onu António Guterres.
Secondo gli scienziati, ogni frazione oltre la soglia stabilita a Parigi comporta un’intensificazione degli impatti della crisi climatica. Le ricerche recenti suggeriscono che nel migliore dei casi riusciremo a mantenere l’aumento della temperatura a 1,8°C. Questo, se sapremo dimezzare le nostre emissioni entro il 2035. Mentre le politiche e le azioni attuali ci porterebbero a un riscaldamento di circa 2,6°C entro il 2100.










