Impressioni di settembre. Le previsioni sull’autunno (e sull’anno che verrà) sono un genere giornalistico d’obbligo alla fine dell’estate. E di solito trasudano allarme e preoccupazione. Sarebbe dunque sconsigliabile aggiungere nel discorso pubblico un’altra dose di pessimismo. Se non fosse che, almeno quest’anno, è davvero impossibile. Ci sembra infatti di vivere in un videogioco popolato di «mostri» in arrivo, per ripetere un’antica metafora di Giulio Tremonti.Solo che stavolta i «mostri» si nutrono l’uno dell’altro, in una catena alimentare alla fine della quale ci siamo noi, cittadini inermi ed esposti ai rischi.

Sappiamo, per esempio, che c’è un’alta probabilità di avere nel 2027 un «super El Niño», un fenomeno climatico senza precedenti che si genera nel Golfo del Messico ma provoca eventi meteo estremi anche da noi. Tutti i mari, a partire dal Mediterraneo, hanno accumulato una quantità enorme di energia da calore, che prima o poi si scontrerà con l’aria fredda dell’autunno in quota: aspettiamoci piogge torrenziali, uragani, alluvioni.Sappiamo anche che un report di esperti ha elaborato l’indice P (doom), che calcola la probabilità di catastrofe della specie umana entro i prossimi cent’anni a causa dell’intelligenza artificiale. Fatto 100 lo scenario fine-del-mondo, cioè un’Hiroshima della AI, il valore medio è oggi intorno al 20%. Ma c’è chi, come Elon Musk, predice il 25%. E lui sì che se ne intende.