Ogni inizio anno, il dibattito pubblico si riempie di report, classifiche e previsioni che promettono di anticipare cosa accadrà nei prossimi dieci, venti o trent’anni. Tecnologie emergenti, trasformazioni sociali e scenari economici vengono raccolti in elenchi di trend che ambiscono a orientare decisioni politiche, strategie industriali e scelte di investimento, oltre a stimolare l’immaginario collettivo.
Monitorare segnali deboli
In questo contesto, il futuro sembra diventare un prodotto editoriale e consulenziale ricorrente, al confine tra analisi, promozione commerciale e narrazione pura.







