L’intelligenza artificiale e le tecnologie digitali stanno trasformando le economie più rapidamente di qualsiasi precedente ondata di innovazione. Il cambiamento climatico non è più un rischio distante, ma una realtà vissuta che ridisegna il modo in cui costruiamo, ci muoviamo e consumiamo. Nel frattempo, l’ordine globale che un tempo prometteva prosperità e persino pace attraverso i mercati liberi e le lunghe catene del valore si sta frantumando. Le guerre in Ucraina e a Gaza, l’ondata protezionistica negli Stati Uniti e la strategia assertiva di lungo periodo della Cina indicano un mondo in cui l’interdipendenza non garantisce più stabilità. Al centro di questi sconvolgimenti si colloca la questione spesso trascurata delle risorse. Litio, cobalto, nichel e terre rare non sono semplici commodities: costituiscono l’ossatura delle transizioni verde e digitale e abilitano in modo decisivo la potenza militare. La loro criticità deriva meno dalla geologia che dalla geografia: chi estrae, chi lavora, chi controlla. L’estrazione è distribuita in modo diseguale a livello globale, la lavorazione è concentrata in Cina e la domanda è trainata dalle grandi economie industriali. Questa asimmetria genera vulnerabilità sistemiche sia per i produttori sia per i consumatori.
Le risorse del futuro: nuove politiche economiche per governare lo sviluppo
Litio, cobalto, nichel e terre rare non sono semplici commodities: costituiscono l’ossatura delle transizioni verde e digitale e abilitano in modo decisivo la potenza militare







