Consumiamo sempre più energia e le risorse per produrla diventano, sempre di più, una questione strategica. E di differenziazione. È quanto emerso dal convegno a Roma, il 22 e 23 maggio, sulle “materie prime critiche per l’energia” organizzato dall’Accademia Nazionale dei Lincei e dalla Fondazione «Guido Donegani», in collaborazione con la Società Chimica Italiana, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, l’Associazione italiana di ingegneria chimica, il Consorzio interuniversitario nazionale per la scienza e tecnologia dei materiali e Confindustria energia.

La nostra società è sempre più energivora e cominciano a mancare non solo le terre rare ma, anche le materie prime per la produzione di energia rinnovabile e alternativa alle fossili. “Sono già stati fatti passi avanti nell’ambito della sostituzione dei combustibili fossili con energie alternative prive di CO2 - commenta Gianfranco Pacchioni, socio dell’Accademia dei Lincei e docente di Chimica presso l’Università di Milano Bicocca -: se si guarda al solare fotovoltaico e all’eolico, per esempio, solo negli ultimi 15 anni, si è arrivati a coprire una produzione del 30-40%”. Una vera e propria svolta. “E’ avvenuto in tutti i Paesi che registrano un forte sviluppo industriale - Germania, Spagna, Gran Bretagna, ma anche Cina e Stati Uniti - e infatti, a livello mondiale, si registra una crescita significativa di quantità di energia prodotta con le rinnovabili”.