C’è bisogno di cambiare paradigma a livello energetico. Produrre energia da fonti rinnovabili da una parte, ottimizzare lo sfruttamento delle materie prime per accumularla dall’altra. Materie prime, che fino a qualche anno fa si pensava fossero talmente abbondanti da sembrare infinite, oggi - ci siamo resi conto - sono preziose perché sempre più difficili da reperire. Anche per motivi geopolitici, ma non solo per quelli.
Tanti temi che saranno materia di dibattito per scienziati ed esperti: l’occasione è il convegno, dal titolo “Materie prime critiche per l’energia”, che il 22 e 23 maggio si terrà nella prestigiosa sede dell’Accademia dei Lincei, organizzato in collaborazione con la Società Chimica Italiana (e il suo presidente, Gianluca Farinola), l'Associazione Italiana di Ingegneria Chimica, il Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali, il Dipartimento di Scienze Chimiche e Tecnologie dei materiali del CNR e Confindustria Energia.
L’obiettivo del convegno è proporre soluzioni alla disponibilità decrescente di alcune materie prime, necessarie per diversi settori tecnologici ed industriali. Ne abbiamo parlato con il professor Gaetano Guerra, chimico di lunga esperienza, ex presidente della Società Chimica Italiana.






