Indispensabili per smartphone, hard disk e batterie, come quelle per le auto elettriche, le materie prime critiche sono cruciali per le nuove tecnologie, la transizione ecologica, il digitale e l'aerospazio e accedere a queste risorse sempre più rare sta diventando una sfida per l'Europa.
"Si tratta di 90 elementi della tavola periodica che all'epoca della loro scoperta erano solo una curiosità scientifica", dice all'ANSA il chimico Gaetano Guerra, professore emerito dell'Università di Salerno, a margine del convegno sulle materie prime critiche organizzato a Roma dall'Accademia dei Lincei.
"Decenni di ricerca hanno fatto sì che molti di questi adesso siano utili per alcune tecnologie innovative. Per esempio, almeno 20 sono utilizzati nei telefoni cellulari. E poi ci si è resi conto che erano difficilmente reperibili, anche per motivi geopolitici", osserva Guerra, che ha parte del comitato organizzatore del convegno. "La decrescente disponibilità di alcune materie prime necessarie per nuove tecnologie desta preoccupazioni condivise da comunità scientifiche ed economiche di tutto il mondo", osservano i Lincei.
Esempi di materie prime critiche. Da sinistra in alto: litio, cobalto e nichel; da sinistra in basso: rame e neodimio (fonte: Gaetano Guerra)








