Il nuovo «collo di bottiglia» dell'industria automobilistica sono le terre rare. Secondo Christian Grimmelt, uno dei collaboratori di Berylls, società acquisita dal colosso globale della consulenza AlixPartners, «la situazione è sostanzialmente ancora più seria rispetto a quella dei semiconduttori del 2021», spiega alla rivista tedesca Automobilwoche. Secondo le stime dell'esperto sia le scorte di componenti assemblati sia degli stessi elementi sono in via di esaurimento e potrebbero bastare per un massimo di appena sei settimane ancora. Poi, c'è il concreto rischio che i costruttori (e i fornitori) debbano sospendere la produzione, di alcuni tipi di motori, ma non solo.
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La Cina aveva già disposto un giro di vite sulle esportazioni di antimonio, gallio e germanio lo scorso dicembre, non troppo incidentalmente quasi in concomitanza con l'entrata in vigore dei dazi sulle elettriche importate nel Vecchio Continente dalla Repubblica Popolare. Ma il sostanziale blocco delle vendite fuori dal Paese è scattato dopo i dazi imposti dalla nuova amministrazione Trump e in relazione ai quali sono in corso trattative per disinnescare le dispute commerciali.







