Per allontanarsi dai combustibili fossili e avverare la transizione energetica l’umanità dovrà continuare a sfruttare le risorse del sottosuolo. Il vero nodo, dunque, non è che cosa estrarremo - litio e cobalto piuttosto che petrolio e gas - ma chi lo farà. Chi controllerà le materie prime.
Birol (Aie): “I prezzi di gas e petrolio resteranno bassi, l’Europa deve diversificare i fornitori”
dal nostro inviato Filippo Santelli
La nuova priorità dell’Europa
Dopo l’invasione dell’Ucraina e la crisi energetica che ne è derivata, l’Europa ha lavorato sodo per diversificare le proprie forniture, rivolgendo lo sguardo verso i gasdotti nel Sud del Mediterraneo o il Gnl (americano), e ha intensificato la produzione da fonti rinnovabili. Ma per raggiungere gli ambiziosi obiettivi del Net Zero al 2050, la priorità si sta mano a mano spostando verso le materie prime critiche, centrali nella realizzazione delle tecnologie green. Il problema è che l’Unione in questa partita preziosa è ancora una volta dipendente, nelle estrazioni (70%) come nei processi intermedi (81%).








