<p>La Cina controlla i materiali critici, minerali sempre più preziosi in chiave geopolitica.
Ma la soluzione per difendere la sovranità digitale dell'Ue, almeno per i suoi cittadini, non passa dal rilancio della produzione europea di terre rare. </p><p>Il punto di partenza sono i numeri del dominio cinese, gigante che ha in mano il 70% dell'estrazione e della raffinazione dei 17 metalli strategici per tecnologie come chip, batterie elettriche e rinnovabili.
Eventuali stop o restrizioni all'export, insomma, metterebbero in crisi il sistema industriale del Vecchio Continente.
Cosa già successa per l'auto dopo il caso Nexperia.
I rischi sono alti, soprattutto ora che i rapporti tra Pechino e Bruxelles sono di nuovo agitati per colpa della sovraccapacità cinese, che sta inondando il mercato comunitario.









