6 Settembre 2026 – Lettura: 4 minuti
Dopo le ondate di calore molti ex santommaso del global warming hanno accettato a malincuore l’evidenza. Ma ancora non ammettono che c’entrano anche le nostre abitudini energivore. Anzi, quelli alla La Russa ci invitano ad abbracciare la svolta tropicale. Forse resta solo una soluzione…
Prima, la buona notizia: dopo avere ormai perso il conto delle ondate di calore susseguitesi nell’estate 2026, i negazionisti del cambiamento climatico stanno cominciando finalmente a rivedere le loro posizioni – parliamo dei negazionisti classici alla Claudio Borghi, quelli che chiedono il Var per ogni rilevazione barometrica e sostengono che faceva caldissimo anche nell’antica Roma, come dimostrano tutti quegli schiavi con i ventagli nel film peplum. E ora, le due cattive notizie: la prima è che molti ex santommaso del clima, dopo aver accettato a malincuore l’evidenza, proprio non riescono a fare il passettino successivo, e cioè a riconoscere che con il surriscaldamento globale che quest’estate ha trasformato l’Europa in una friggitrice ad aria c’entriamo anche noi e le nostre abitudini energivore ed eco-insostenibili.
Sì fenomeno, la grandine e le trombe d'aria ci sono sempre state come quella famosa del 13 Giugno 1874 che distrusse la Galleria Vittorio Emanuele che era appena stata costruita. Centinaia di feriti gravi per la grandine e per le vetrate che cadevano sulla folla. pic.twitter.com/DVXlMvzIaR— Claudio Borghi A. (@ClaudioBorghi) August 29, 2026








