Sale la tensione allo stabilimento Beko di Melano. La Fim Cisl Marche ha proclamato per martedì prossimo dalle 10 uno sciopero con presidio davanti ai cancelli del sito produttivo. La protesta nasce per denunciare a istituzioni e opinione pubblica il mancato rispetto delle intese industriali.

Come evidenzia il segretario regionale Giampiero Santoni, l’accordo del 14 aprile 2025 siglato al Mimit con il ministro Urso — che richiedeva "l’ennesimo sacrificio occupazionale per il territorio di Fabriano - sta manifestando una realtà ben diversa nello stabilimento". "Malgrado i 66 esuberi occupazionali previsti dal piano che sono stati portati a termine, a cui se ne sono aggiunti altri 30 circa volontari – sottolinea Santoni –, permane l’utilizzo della cassa integrazione con un calo significativo nei volumi prodotti".

A preoccupare è il blocco degli investimenti: dei 62 milioni promessi in prodotto, processo e ricerca, oltre agli 1,5 milioni per i pannelli solari, "ad oggi si vedono solo le briciole" e gli impianti solari "non sono del tutto operativi". Da qui la protesta di lavoratori e Rsu nel vedere "un accordo rispettato nella parte dei licenziamenti e utilizzo della cassa integrazione, ma meno nell’impegno di rilanciare la fabbrica".