HomeAnconaCronacaBeko, scatta lo sciopero. L’azienda: "Niente trasferimenti"Dopo l’intesa di 16 mesi fa, i sindacati denunciano un crollo dei volumi: "Realtà drammatica". Ma la multinazionale nega delocalizzazioniUna protesta sindacale alla BekoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciTensione altissima nello stabilimento Beko di Melano a Fabriano, dove le Rsu di Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato una giornata di sciopero per l’8 settembre prossimo. Se i sindacati denunciano il crollo dei volumi di lavoro temendo il rischio di delocalizzazioni, il gruppo multinazionale interviene subito per fare chiarezza: Beko nega categoricamente qualsiasi trasferimento della produzione in Turchia o in Cina, addebitando il fermo temporaneo unicamente alla mancanza di ordini e alle difficoltà attuali del mercato europeo. Ma intanto l’angoscia dei lavoratori sale, a quasi un anno e mezzo dall’intesa siglata al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

"A 16 mesi dalla firma dell’accordo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che avrebbe dovuto garantire stabilità, occupazione e prospettive industriali di lungo termine – denunciano le Rsu di Melano – la realtà che viviamo ogni giorno all’interno dello stabilimento è drammatica. Nei punti vendita delle grandi catene distributive compaiono piani cottura a marchio Beko, ma dalle nostre catene di montaggio non ne esce nemmeno uno". Nel mirino dei lavoratori c’è la linea dei piani a induzione: "I piani ad induzione che fino a pochi mesi fa si producevano in grandissima quantità, saturando gli impianti e ricorrendo persino al lavoro notturno, dove vengono realizzati oggi? Dove sono stati delocalizzati? In Turchia? In Cina? Non crediamo più alla favola della crisi di mercato, soprattutto quando questa presunta crisi sembra colpire esclusivamente la produzione di questo stabilimento. La dignità del lavoro non si delocalizza. Il futuro di Melano si difende adesso".