HomeAnconaCronacaBeko, la fotografia è impietosaA tre mesi dalla firma dell’intesa, la situazione non decolla e le paure di sindacati e lavoratori aumentanoUna delle tante manifestazioni di protesta dei dipendenti fabrianesi della BekoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciCrescono l’inquietudine e la tensione tra i lavoratori degli stabilimenti Beko di Fabriano. A tre mesi dalla firma dell’intesa siglata ad aprile 2026 presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), il rispetto e l’effettiva applicazione di quegli impegni appaiono ancora lontani dalla realtà quotidiana dei siti produttivi di Melano, Comunanza e delle sedi impiegatizie di Fabriano.

Il punto sulla situazione è stato fatto nel corso di un vertice sindacale tenutosi a Jesi, alla presenza del segretario nazionale Massimiliano Nobis, della segreteria regionale della Fim Cisl e dei delegati delle strutture marchigiane. Dal confronto è emersa una fotografia impietosa dello stato dell’arte, segnata da un forte pessimismo sul futuro industriale del gruppo nella regione.

Nel sito di Melano, "nonostante le uscite di personale abbiano persino superato le quote previste dagli intesi ufficiali – spiegano dal sindacato – la debolezza del mercato continua a tradursi in un pesante ricorso a fermi produttivi e cassa integrazione. A ciò si aggiunge la prassi giornaliera di lasciare a casa una quota significativa di maestranze. Per il mese di luglio, oltre alla canonica settimana di ferie, l’azienda ha improvvisamente annunciato uno stop completo della produzione per le giornate del 30 e 31 luglio. Con l’avvicinarsi di agosto si temono ulteriori blocchi, che andrebbero ad aggiungersi alle due settimane di chiusura già programmate".