Torna alta la tensione sul futuro di Beko Europe. A poco più di un anno dalla firma dell’accordo quadro che aveva chiuso una delle vertenze industriali più delicate degli ultimi anni, Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil chiedono un nuovo confronto con il ministero delle Imprese e del Made in Italy. Con una lettera inviata al ministro Adolfo Urso e alla sottosegretaria Fausta Bergamotto, i sindacati hanno sollecitato la convocazione di un tavolo per verificare lo stato di attuazione del piano industriale, l’andamento dei volumi produttivi e gli investimenti previsti dall’intesa sottoscritta nell’aprile 2025.
Al centro della richiesta c’è anche la situazione di alcuni stabilimenti del gruppo, giudicata "preoccupante", oltre alla necessità di fare il punto sul percorso di reindustrializzazione del sito di Siena, destinato alla chiusura. La richiesta arriva in un momento di forte apprensione anche per lo stabilimento di Cassinetta di Biandronno, dove nelle scorse settimane i lavoratori hanno partecipato a uno sciopero e a un presidio davanti ai cancelli della fabbrica.
Le organizzazioni sindacali denunciano il rallentamento della produzione, il ricorso alla cassa integrazione e ritardi nell’avvio degli investimenti previsti. Per Fim, Fiom e Uilm è necessario che l’azienda rispetti gli impegni assunti e che il Governo rafforzi il monitoraggio sull’attuazione del piano industriale, con l’obiettivo di garantire la continuità produttiva e salvaguardare l’occupazione nei siti italiani del gruppo.










