Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Il tempo sta scadendo e il futuro dello stabilimento di Comunanza resta avvolto da troppe incertezze". È il grido d’allarme lanciato dalla Fim-Cisl alla presenza del segretario nazionale Massimiliano Nobis, della segreteria regionale e dei delegati sindacali degli stabilimenti marchigiani Beko di Comunanza, Melano e delle sedi impiegatizie di Fabriano. Al centro del confronto l’attuazione dell’accordo sottoscritto al ministero e le prospettive industriali dei siti produttivi.
Lo stabilimento di Comunanza rappresenta la principale fonte di preoccupazione. "Nonostante le uscite previste dall’accordo siano state completate – sottolinea il sindacato – continuano a permanere gravi criticità legate ai livelli produttivi. Le difficoltà del mercato si traducono in un crescente ricorso alla cassa integrazione e in frequenti fermi produttivi".
La Fim-Cisl richiama quindi i dati che fotografano il peggioramento della situazione. Nel 2025 sono stati utilizzati complessivamente 19 giorni di cassa integrazione, mentre nel 2026, con una proiezione aggiornata al 31 agosto, le giornate salgono già a 34. "Un dato – evidenzia il sindacato – che testimonia un sensibile calo dei volumi produttivi e conferma il perdurare delle difficoltà dello stabilimento".








