HomeVareseEconomiaBeko, macché rilancio: produzione ferma e cassa integrazione in aumentoI sindacati chiedono un chiarimento pubblico sul futuro dello stabilimento di Cassinetta: doveva essere l’hub mondiale del caldo, ma gli obiettivi del piano industriale sono lontani. Cartosio (Fiom): “Situazione che va chiarita anche a livello istituzionale”A destra, il segretario della Fiom Varese Nino CartosioRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciCassinetta di Biandronno, 3 luglio 2026 – Prima del confronto al ministero delle Imprese e del Made in Italy, i sindacati chiedono un chiarimento pubblico sul futuro dello stabilimento Beko Europe di Cassinetta di Biandronno. A poco più di un anno dalla firma del piano industriale, Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm giudicano infatti sempre più evidente lo scostamento tra gli impegni assunti dall’azienda e i risultati effettivamente raggiunti sul fronte produttivo.
Al centro delle preoccupazioni c’è soprattutto il comparto Cooking, individuato dalla multinazionale come il perno del rilancio del sito varesino.
Promesse e realtà
I dati illustrati nell’ultimo confronto con l’azienda, però, raccontano una realtà diversa: i volumi non crescono come previsto, la produzione è sostanzialmente ferma ai livelli dell’anno scorso e continua a registrare un divario del 30% rispetto agli obiettivi fissati per il 2024.









