Arrivato settembre, il centrodestra accelera sulla legge elettorale. Dopo il clamoroso patatrac alla Camera, è arrivato il via libera in Commissione al Senato per l’emendamento di maggioranza sulle preferenze. La tenuta del patto di lealtà, chiesto da Giorgia Meloni a Matteo Salvini e Antonio Tajani, verrà messa alla prova in aula settimana prossima, quando il centrodestra farà i conti con un’altra crepa interna: la proposta di ballottaggio avanzata dal senatore meloniano Marcello Pera per neutralizzare il fenomeno Vannacci. Una modifica che non convince quasi nessuno a destra, a partire da Salvini: “Siamo contrari”. Chance ridotte anche secondo la ministra Elisabetta Casellati: “L’avevamo già scartato alla Camera, ci sono preoccupazioni tecniche”.
Il centrodestra non fa in tempo ad esultare per il via libera alle preferenze - capolista bloccato, fino a tre preferenze per gli altri candidati e alternanza di genere dal nome successivo al capolista - che si moltiplicano i dubbi sull’emendamento Pera. Il senatore meloniano da tempo andava dicendo che “Meloni sta sbagliando la legge elettorale”. La crescita di Vannacci nei sondaggi (Futuro Nazionale è all’8%), secondo Pera, richiede l’introduzione di un sistema di ballottaggio: il testo prevede un secondo turno se nessun partito o coalizione ottiene almeno il 48% dei voti in entrambe le Camere, ma purché le prime due coalizioni siano sopra il 38%.














