E tre. Un altro testo, domani, con le nuove modifiche. Anche questo senza preferenze. “Io personalmente sono contraria” perché “spesso sono causa di illegalità e di voto di scambio”. Mentre al piano superiore la commissione Affari costituzionali termina le audizioni, la ministra per le Riforme istituzionali, Maria Elisabetta Alberti Casellati, pranza con una coppa gelato e spiega a HuffPost i prossimi passi sulla nuova legge elettorale, che potrebbe richiedere la fiducia, anche se per adesso “è prematuro” parlarne.
La legge elettorale si farà, a ballare sono i tempi. Smaltite le audizioni, ora le modifiche produrranno un nuovo testo. A restare intoccati sono soglia (42%), premio di governabilità pari a 70 seggi alla Camera e 35; indicazione del premier nella scheda.
Il nuovo documento, corretto, verrà “incardinato domani”, spiega Casellati. “Sceglieremo il testo base, abbiamo recepito osservazioni e critiche dei costituzionalisti”. Il tempo corre, serve accelerare. Il Parlamento “detta i tempi, è sovrano e deciderà”, ma i paletti per Casellati sono chiari. Se mettere la fiducia, lo decide Palazzo Chigi: “Oggi è presto” per dirlo, il discorso è “prematuro”. Non è un no, per ora.
Come non viene ancora sciolto il nodo preferenze, che contrappone Fratelli d’Italia e Noi Moderati a Lega e Forza Italia. La ministra azzurra è chiara: “Nel testo non ci sono, vediamo se e chi le proporrà” in aula. Maurizio Lupi ha fatto sapere nelle scorse settimane di volere presentare un emendamento. Casellati, come tutta FI, rimane contraria.









