Tentazione ballottaggio per il centrodestra sulla legge elettorale. Ancora nessuna decisione sarebbe stata presa e le valutazioni, soprattutto dal punto di vista tecnico e di costituzionalità, sarebbero in corso ma - secondo i bene informati - le chance che il meccanismo rientri nella riforma targata centrodestra sarebbero in ascesa. Ne discuteranno lunedì prossimo gli sherpa della maggioranza convocati alla vigilia del termine per la presentazione degli emendamenti in commissione Affari Costituzionali al Senato martedì alle 12. E lì verranno prese le decisioni sul tema sul quale c'è chi, come il senatore FdI Marcello Pera, sta insistendo anche a fronte della continua crescita del partito di Vannacci nei sondaggi.

Sull'ipotesi, che non vedrebbe con sfavore nemmeno Ignazio La Russa - si spiega - Forza Italia non avrebbe chiuso mentre la Lega resterebbe la più dubbiosa tra gli alleati. Bisogna in ogni caso, osserva più di qualcuno, trovare una formulazione tecnica che metta al riparo dal rischio di maggioranze diverse tra Camera e Senato. La riforma prevede ad ora, che, anche in questo caso (come in quello nel quale nessuno raggiunga il 42%) si proceda col proporzionale puro. Ma cosa accadrebbe se fosse il ballottaggio a dare esiti difformi? "Il più grosso favore che si possa fare alle 'estreme' è il ballottaggio. Servirebbe solo a 'uccidere' il centro dello schieramento politico", osserva intanto il presidente della Fondazione Einaudi Giuseppe Benedetto. Il punto, insomma, è sia politico che tecnico ma un approfondimento è comunque in corso.