Premierato, settimana cruciale: nella maggioranza cresce l’ipotesi di un ballottaggio. La riforma sul premierato entra in una fase decisiva, accompagnata da fitte valutazioni tecniche e politiche all’interno della coalizione di centrodestra. Al centro del confronto spicca la crescente inclinazione a introdurre un meccanismo di ballottaggio nella nuova legge elettorale. Nessuna decisione definitiva è stata ancora assunta, ma le verifiche su fattibilità e profili di costituzionalità sono in corso e, secondo fonti vicine ai dossier, le chance di inserire il doppio turno appaiono in sensibile aumento. Il nodo sarà affrontato lunedì, in una riunione dei coordinatori e degli esperti della maggioranza (i cosiddetti “sherpa”), convocata alla vigilia della scadenza per la presentazione degli emendamenti in commissione Affari costituzionali al Senato, fissata per martedì alle 12. In quell’appuntamento si tenterà di sciogliere le ultime riserve su un’opzione particolarmente sostenuta dal senatore di Fratelli d’Italia Marcello Pera, che insiste sulla necessità del secondo turno anche alla luce del costante avanzamento nei sondaggi del partito guidato dal generale Roberto Vannacci.

L’ipotesi del ballottaggio non dispiace al presidente del Senato Ignazio La Russa e incontra un’apertura di massima in Forza Italia. Più prudente, e in diversi passaggi scettica, la Lega, che resta l’alleato più dubbioso rispetto alla svolta. Al di là delle sensibilità politiche, gli sherpa del centrodestra devono risolvere un delicato rebus ingegneristico-costituzionale: come disegnare il doppio turno evitando il rischio di maggioranze differenti e incoerenti tra la Camera dei deputati e il Senato. L’attuale bozza prevede che, se nessuna coalizione raggiungesse la soglia del 42%, i seggi vengano ripartiti con un proporzionale puro. Il ballottaggio punta a rafforzare la governabilità, ma esiti divergenti nei due rami del Parlamento paralizzerebbero il sistema.