di Serenella Bettinvenerdì 28 agosto 20263' di lettura«Cinquecento euro per un metro quadro di moschea e Allah ti costruisce un posto in Paradiso». È questo il senso di un volantino giunto in nostro possesso e indirizzato alla comunità islamica veneziana per la costruzione della moschea a Mestre. Quella per cui, ora, quarantamila bengalesi minacciano di bloccare la città, se la moschea non dovesse essere costruita.

Francamente, ancora, non comprendiamo il motivo che induce gli islamici a bloccare tutto. Ci risulta difficile trovare un collegamento tra la libertà di culto e il diritto allo sciopero dal lavoro, e, ieri, dopo aver minacciato l’astensione, hanno tirato in mezzo anche lo Stato laico. Loro, padroni a casa nostra.«L’Italia è uno Stato laico ha scritto un esponente nei social - e la laicità non significa eliminare la religione dagli spazi della società, né favorire una fede rispetto a un’altra». Il muro contro muro è tra la comunità bengalese e il Comune di Venezia. Sono stati gli islamici ad alzare i toni, arrivando ai ricatti, non il contrario come vorrebbe insinuare qualcuno (leggi Pd).Primo sciopero islamicoI lavoratori bengalesi di religione islamica che vivono a Venezia - una comunità di circa quarantamila persone tr...L’AREA