La comunità bengalese di Venezia ha detto che nei prossimi giorni – non si sa ancora quando – verrà organizzato uno sciopero o una grande manifestazione se il comune continuerà a negare il permesso di costruire una moschea a Mestre. A Venezia abitano oltre 10mila lavoratori bengalesi, una parte consistente della manodopera del cantiere navale di Fincantieri a Marghera e dei bar e dei ristoranti della città.
Del progetto della moschea si discute da anni. Riguarda una grande area vicino alla stazione di Mestre, circondata dai binari, dove c’è una segheria abbandonata. L’area è stata comprata dall’associazione «Giovani per l’umanità», che rappresenta parte della comunità bengalese, per costruire la moschea a proprie spese. È stato già pagato un anticipo da 150mila euro sul milione e mezzo di euro del valore dell’area.
Il terreno però ha una destinazione commerciale e per iniziare i lavori è indispensabile classificarlo come “zona di attività a interesse collettivo” attraverso una cosiddetta variante urbanistica, che deve essere approvata dal comune. La passata amministrazione di Luigi Brugnaro, di centrodestra, aveva preso contatti e avviato una sorta di trattativa per migliorare il progetto. Il nuovo sindaco Simone Venturini, eletto a fine maggio, sempre di centrodestra, invece non ne vuole sapere.










