A Venezia si riaccende la battaglia sul progetto di moschea dei bengalesi a Mestre. E lo scontro arriva fino alle aule del Parlamento. A infiammare il dibattito, dopo giorni di accuse reciproche in Laguna tra la comunità bengalese e il sindaco Simone Venturini, arriva la Lega, che annuncia una proposta di legge per "fermare nuovi insediamenti islamici in Italia fino all'approvazione di una nuova legge quadro nazionale e alla definizione di un'intesa con lo Stato italiano che garantisca pieno rispetto delle nostre leggi, dei nostri valori e delle nostre regole".

E se parte della comunità bengalese in Laguna, circa 10mila persone, minaccia di scioperare bloccando Fincantieri e buona parte delle attività di ristorazione e ospitalità del territorio, gli avvocati del Carroccio "sono al lavoro per segnalare alle autorità di pubblica sicurezza le gravi minacce di blocco selvaggio annunciate da esponenti della comunità islamica". Addirittura il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini "sarà presto a Venezia per ribadire il no della Lega alla moschea". Un "asse" di fatto con Futuro nazionale, il cui deputato Gianangelo Bof apre a una moschea a Venezia "il giorno in cui vedremo sorgere una Cattedrale cristiana in centro a Riyad". D'altronde, aggiunge, "i veneti non hanno paura, hanno già vinto a Lepanto".