Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiPer il controllo di Deoleo, multinazionale dell’olio di oliva da un miliardo di euro, sono rimasti solo in due: la cooperativa spagnola Dcoop, che ha offerto 470 milioni di euro, e il gruppo Coricelli, che ha rilanciato con 500 milioni di euro, offerti attraverso la holding con sede a Siviglia Farmers Elite Global, guidata da Lorenzo Coricelli e al timone di realtà olivicole locali, tra cui Aceites Abasa. Intanto, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, Bonifiche Ferraresi si sarebbe ritirata dalla corsa per Carapelli in cordata con Dcoop (si veda ItaliaOggi del 12/8/2026), in virtù delle perplessità del suo partner industriale Farchioni. Proprio Pompeo Farchioni era andato a visitare lo stabilimento di Tavernelle Val di Pesa per conto di BF, con i figli che però sono sempre stati poco convinti dell’operazione.
Ad aver indotto Federico Vecchioni (presidente esecutivo della holding di Jolanda di Savoia) alla retromarcia sarebbe stato l’intervento della politica. In particolare, sarebbero intercorse diverse telefonate tra il ministro dell’agricoltura, Francesco Lollobrigida, e i protagonisti della filiera olivicolo-olearia, durante le quali il capo del dicastero di via XX Settembre avrebbe lanciato un appello a non dividere il fronte italiano. Il che è suonato come un via libera all’operazione condotta da Coricelli, a scapito di quella concertata da BF con Dcoop.












