Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiL’azienda olearia Pietro Coricelli piazza la zampata a Ferragosto e offre 500 mln di euro per il controllo di Deoleo, la multinazionale anglo-iberica leader nel settore che ha in pancia i marchi Bertolli e Carapelli. Ma la controfferta, rispetto a quanto rivelato da ItaliaOggi il 12 agosto 2026, avviene dopo che l’advisor KPMG ha notificato al gruppo italiano l’esclusione dalla procedura di vendita. Il che ha suscitato le ire degli altri contendenti, le spagnole Dcoop e Acesur. E le perplessità di numerosi advisor e studi legali che seguono la partita.
La maxi offerta a sorpresa e il ruolo di Pechino e Madrid
Secondo quanto risulta a ItaliaOggi la verifica della regolarità è pure al vaglio dell’ufficio giuridico del ministero dell’agricoltura spagnolo. Il governo iberico, infatti, è attivo sul dossier. Il 12 agosto ItaliaOggi ha rivelato che KMPG aveva notificato solo a Dcoop (offerta da 470 mln) e Acesur (offerta da 460 mln) la possibilità di continuare con la negoziazione. E la cooperativa guidata da Antonio Luque risultava favorita. Poi, Coricelli ha poi sparigliato le carte. Il 14 agosto ha recapitato all’advisor una lettera, che ha sorpreso tutti: non solo per l’importo, ma anche per il vincolo sottostante: l’esclusività della trattativa fino al closing. Morale: già nel weekend di Ferragosto si sono tenute riunioni di emergenza, anche tra i membri del board Deoleo, per esaminare i piani economici e industriali dei tre contendenti. Sotto la lente sono finite soprattutto le possibili ricadute legali di un processo di vendita che non sta più seguendo il copione prefisso.











