La lavoratrice si era assentata per un turno serale avvisando il responsabile via WhatsApp. Per il Tribunale del Lavoro gli scatti pubblicati sui social non provano una falsa infermità: alla società è stato ordinato un risarcimento di circa 20 mila euro

Si era assentata dal lavoro per malattia durante un turno serale e, proprio quel giorno, sul suo profilo Instagram erano comparse le immagini dei festeggiamenti per il suo compleanno. Per la gestione del ristorante bolognese in cui lavorava come cameriera, quegli scatti rappresentavano la prova di un inganno, sfociato nel licenziamento. Tuttavia, per il Tribunale di Bologna il provvedimento è illegittimo: la donna non solo non ha simulato la malattia, ma ora dovrà ricevere un risarcimento di circa 20 mila euro.

La malattia e il licenziamento

La vicenda comincia l’11 maggio 2025. La lavoratrice avvisa il proprio responsabile via WhatsApp comunicando l’impossibilità di prendere servizio la sera per motivi di salute. La risposta del referente è un semplice «Ok». Il giorno successivo la cameriera trasmette regolarmente alla società il certificato medico. Ciò nonostante, al suo rientro in servizio viene avviato un procedimento disciplinare che porta, il 21 maggio, al licenziamento.