Il niet dell'Ue è lo stesso di aprile e spegne sul nascere l'ipotesi di una tassa comune sugli extraprofitti. Bruxelles non prepara un prelievo comune e rinvia l'iniziativa alle capitali, libere di intervenire con gli strumenti nazionali nel rispetto delle regole comuni. Una linea che gela la richiesta sottoscritta da Roma e Berlino - insieme ad altri quattro partner - e, per contrappasso, offre a Elly Schlein l'assist per il secondo attacco al governo nel giro di ventiquattro ore.
Dentro alla maggioranza però riaffiorano i distinguo, con Antonio Tajani che torna a ribadire il limite invalicabile di Forza Italia: l'extraprofitto "non esiste in diritto" e la tassa resta fuori dal perimetro azzurro. Porta aperta, invece, a un eventuale contributo concordato con i petrolieri. Nell'immediato, però, con la mini-proroga in scadenza il 26 agosto, il governo valuta i prossimi passi. Per ora, riferisce dal Meeting di Rimini il ministro Gilberto Pichetto, non sono all'orizzonte cdm straordinari. Prorogare lo sconto generalizzato costa circa un miliardo al mese: "La matematica è matematica", chiosa il ministro. Si studiano così aiuti più mirati, con un occhio alle coperture e l'altro allo Stretto di Hormuz.










