In Ue si discute di tassare gli extraprofitti delle società energetiche. La richiesta è stata inviata da sei Stati membri, tra cui l’Italia. La Commissione europea non ha fatto sapere se porterà avanti la misura. Per questo la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha chiesto al governo Meloni di adottare subito una tassa nazionale per aiutare imprese e famiglie.
Con i prezzi dei carburanti in continuo aumento, si discute di tassare gli extraprofitti delle società energetiche. A livello europeo, la proposta è stata avanzata da sei Stati membri, tra cui l'Italia. Sul tema insiste anche la segretaria del Pd, Elly Schlein, che ha chiesto al governo Meloni di adottare subito la misura sul piano nazionale.
Il dossier era finito sul tavolo di Bruxelles già il 3 aprile, quando la Francia aveva chiesto alla Commissione europea di accendere un faro sui margini delle raffinerie europee e verificare eventuali abusi. L'Ue aveva assicurato di tenere sotto osservazione mercati petroliferi, prezzi alla pompa e margini della raffinazione, avvertendo che eventuali azioni speculative sarebbero state sanzionate. Nello specifico, Italia, Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna hanno chiesto all'Ue di introdurre una tassa europea sugli extraprofitti delle multinazionali petrolifere, cioè i guadagni extra ottenuti a causa dei rialzi provocati dal conflitto in Iran. "È fondamentale che si ricevano al più presto i risultati dell'indagine europea sui margini delle raffinerie", per verificare che queste "non stiano approfittando dell'attuale situazione energetica", si legge nella lettera notificata a Bruxelles.










