Prezzi ai massimi da marzo 2022 per i carburanti, denunciano le associazioni dei consumatori. La nuova iniziativa guidata dalla Germania e il precedente dopo l'invasione russa in UCraina
Tra i governi che tornano a bussare a Bruxelles per far pagare alle compagnie petrolifere il conto del nuovo shock energetico c’è di nuovo l’Italia, che stavolta punta a fare asse soprattutto con la Germania. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha firmato, insieme ai colleghi di Germania, Austria, Polonia, Portogallo e al ministro spagnolo dell’economia, una lettera al titolare delle Finanze irlandese che presiede l’Ecofin, chiedendo di portare il tema alla riunione dei ministri economici Ue prevista a metà settembre a Dublino.
La lettera a Bruxelles per una tassa sulle compagnie petrolifere
Nel testo della lettera, i sei governi scrivono che «le compagnie petrolifere stanno godendo di una redditività complessiva e di margini sui prodotti raffinati che superano l’aumento dei prezzi del petrolio greggio», descrivendo uno dei più gravi choc dell’offerta degli ultimi decenni, con un malcontento crescente in tutto il mondo per il costo della vita. A spingere l’iniziativa è soprattutto il ministro tedesco Lars Klingbeil, secondo cui gli utili eccezionali generati dalla crisi, legata stavolta alla guerra in Iran, dovrebbero almeno in parte tornare ai consumatori.










