Estate di rincari energetici, nuova frattura in Ue: sei Paesi chiedono un prelievo europeo sugli extraprofitti del petrolio

Nel pieno di una stagione estiva segnata dal ritorno dell’inflazione energetica, in Europa si riapre il confronto sul ruolo delle grandi compagnie del greggio e sui loro utili eccezionali. Con un’azione coordinata, Germania, Italia, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna hanno unito le forze per sollecitare l’introduzione di una tassa europea sugli extraprofitti delle società petrolifere.

I ministri delle Finanze dei sei Paesi hanno inviato una lettera congiunta alla presidenza di turno del Consiglio dell’Ue, esercitata dall’Irlanda dal 1° luglio al 31 dicembre 2026, chiedendo l’avvio di un confronto a livello comunitario. L’iniziativa, promossa dal ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil, mira a superare l’approccio frammentato adottato in passato a livello nazionale.

Misure isolate, infatti, favoriscono concorrenza fiscale e arbitraggio societario, con i gruppi integrati capaci di spostare i profitti verso giurisdizioni più favorevoli. Una cornice comune consentirebbe invece di fissare una definizione univoca di "extraprofitto", una base imponibile omogenea e criteri condivisi per la destinazione del gettito.