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Si avvicina la scadenza, il 24 agosto, del taglio delle accise per il gasolio e si materializza una stangata dei prezzi nel primo controesodo dopo ferragosto. Un intervento per calmierare il prezzo è un costo elevato per il governo, ma spunta la proposta di sei paesi Ue, fra cui l'Italia, per una tassa sugli extraprofitti a livello comunitario per le compagnie petrolifere, i cui profitti sono alle stelle. Maggior gettito che potrebbe poi essere utilizzato per misure a favore di consumatori e imprese alle prese col caro-energia. I ministri delle Finanze di Germania, Italia, Austria, Polonia e Portogallo, insieme al ministro dell’economia spagnolo, avrebbero inviato la lettera congiunta al ministro delle Finanze dell’Irlanda, che ha la presidenza di turno dell’Ue. I ministri hanno sollecitato che la questione di una tassa venga inserita all’ordine del giorno di una riunione dei ministri delle Finanze del blocco a Dublino il mese prossimo. La vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli, rivendica che «il governo Meloni è in prima fila per sostenere gli italiani anche su questo fronte. Ora l'Europa ci ascolti». Il costo dei carburanti, del resto, galoppa con nuovi record dei prezzi benzina e gasolio. E a meno di convocazioni improvvise, non sembra all’orizzonte prima di settembre un consiglio dei ministri per varare nuove misure. Un assist per l'opposizione, che va all’attacco: «abbiamo fatto una proposta concreta: - dice a MF la segretaria del Pd Elly Schlein - serve adottare il sistema delle accise mobili, ma il governo su questo punto non ci sente e la benzina resta sempre sopra i due euro al litro».










